Quando un evento doloroso è un portale per un salto di coscienza

Pubblichiamo la testimonianza di un ragazzo che ha iniziato il lavoro su di sé attraverso i corsi di meditazione offerti a Favignana, ha continuato a praticare la meditazione partecipando agli incontri mensili per ragazzi e oggi grazie ad un evento doloroso della sua vita affettiva quotidiana è riuscito ad aprire uno squarcio di senso all’interno di Sè, lacerando il velo dell’illusione per ritrovare intatta la sua essenza di Luce. Ascoltiamolo.

 

“La mia gatta è morta e purtroppo non nel migliore dei modi. È stato velocissimo. Ha avuto i primi sintomi dell’ischemia e dieci giorni dopo è morta. Da un momento all’altro si è creato un vuoto.
Un vuoto che non avrei mai pensato di provare cosi forte. Mi sono sentito completamente abbandonato ed essendo l’abbandono un trauma che ha segnato la mia vita fin da quando riesco a ricordare, per me questa era una grande sfida: piangersi addosso o affrontarla a cuore aperto.

Uscito dal veterinario, dopo aver dato il consenso all’eutanasia, andai da un mio amico e piansi per un numero di minuti che non saprei dire ma abbastanza da farmi sentire completamente svuotato. Dopo sono tornato dal veterinario per vedere la mia gatta per l’ultima volta. Mentre camminavo ho iniziato a piangere e a strillare di gioia e di disperazione; non so da dove venissero tutte queste emozioni però le ho lasciate fluire e ho capito…alla gente non frega niente di te. Nel bene e nel male, camminavo, piangevo, strillavo e nessuno sembrava accorgersene.

Quando sono uscito dal veterinario, per la seconda volta, ho capito da dove venisse quella gioia che stranamente provavo. Ho sentito dentro di me una voce che mi diceva “io ci sono” e lo ripeteva. Sempre più forte. Sempre più forte. Fino ad uscire dalla mia bocca. Prima quasi sotto voce poi come un grido di gioia, una gioia senza pari.
Finalmente avevo trovato me stesso. Per me stesso io c’ero e bastavo, non avevo bisogno di una spalla, di qualcuno che mi tenesse in piedi.

Ora mi basto io. Questo secondo me è il passo che da ragazzo ti rende uomo. Questo è il passo che contraddistingue un uomo da un ragazzo.”
Devi Sagar, 16 anni