Una nuova “Meglio gioventù” – La meditazione per gli adolescenti

Il fiore del silenzio

E’ del settembre del 2014 la pubblicazione del libro “Il fiore del silenzio, la meditazione per gli adolescenti, via all’autoconoscenza”, di Sabina Micaglio, Gabrielli Editori.

Come si legge nella prefazione dell’autrice la meditazione, decritta dal monaco Buddahghosa del v secolo come “pratica dell’attenzione”, è una disciplina che per sua intrinseca natura non dovrebbe mai mancare nell’educazione di un giovane. In Occidente se ne sono accorti per primi i paesi anglosassoni dove, da alcuni anni in Inghilterra e da decenni negli States, viene proposta nelle scuole all’interno dei programmi curricolari.

Da non più di venti anni sono in corso studi che registrano fedelmente quanto accade nel cervello di un meditante, questo grazie alle attuali tecnologie di laboratorio che oggi permettono di osservare in tempo reale il funzionamento del sistema nervoso centrale.  Anche per merito di simili ricerche scientifiche la meditazione è stata sdoganata dal sottobosco delle pratiche esoteriche,  affascinanti ma talvolta fumose, provenienti dall’Oriente.

John Denninger è uno psichiatra che lavora e fa ricerca presso la Harvard Medical School ( direttore della scuola di ricerca al Benson-Henry Institute for Mind Body Medicine del Massachusetts General Hospital). Da anni conduce uno studio su come le pratiche antiche come la meditazione influiscono beneficamente a livello genetico e cerebrale sui soggetti affetti da stress cronico. L’importanza di questo studio deriva dal fatto che il team di Denninger si è servito di tecniche diagnostiche che permettono di compiere indagini sul cervello come ad esempio, per intenderci, la TAC o la risonanza magnetica, note anche come tecniche di neuro-imaging. I primi risultati (pubblicati sulla rivista medica PLOS ONE) hanno dimostrato che meditare ha un reale effetto a livello biologico sull’intero corpo e non solo sul cervello. Aumenta, infatti, l’attività dei geni coinvolti nel metabolismo dell’energia e nella secrezione dell’insulina, mentre riduce quella dei geni coinvolti nelle reazioni infiammatorie e nello stress. E tutto questo anche in quanti non avevano mai praticato prima yoga o meditazione.

Il premio nobel Elizabeth Blackburn della University of California ha pubblicato uno studio sull’innalzamento dell’attività dell’enzima telomerasi: bastano 12 minuti di meditazione yogica al giorno per rallentare l’invecchiamento indotto da stress.

Nell’agosto del 2009 uno studio effettuato da Black DS, Milam J, Sussman S. presso l’Institute for Health Promotion and Disease Prevention Research, University of Southern California, ha esa­mi­nato siste­ma­ti­ca­mente gli studi empi­rici sugli effetti delle pra­ti­che medi­ta­tive  sulla salute di bambini e  ragazzi dai 6 ai 18 anni. I cam­pioni dello stu­dio con­si­ste­vano prin­ci­pal­mente di gio­vani con pre­ce­denti con­di­zioni mediche, quali ad esempio la pres­sione san­gui­gna eccessivamente alta, il defi­cit di atten­zione e alcune disa­bi­lità nell’apprendimento. In conclusione, secondo questo studio, la medi­ta­zione seduti rappresenta un inter­vento effi­cace nel trat­ta­mento di un’ampia varietà di con­di­zioni fisio­lo­gi­che, psi­co­so­ciali e com­por­ta­men­tali tra i gio­vani.

Già dal 2005 la meditazione approda nelle scuole americane grazie a David Lynch, noto regista americano, che fonda la David Lynch Foundation For Consciousness-Based Education and Peace, la quale promuove la lotta allo stress quotidiano nelle scuole attraverso la meditazione. Il 3 febbraio 2014 David Lynch ha illustrato in Italia presso il teatro dal Verme di Milano il lavoro della sua fondazione nelle scuole. Il metodo è chiamato “Quite time program” e prevede che gli studenti stiano seduti in silenzio e a occhi chiusi, due volte al giorno per dieci minuti, il metodo è ora  applicato in più di 500 istituti scolastici in 35 nazioni.

La “Tonbridge School” del Kent, scuola pubblica inglese fra le più rinomate, combatte lo stress dei propri allievi proponendo 40 minuti alla settimana dedicati alla meditazione in classe. La Tonbridge è stata, in assoluto, la scuola che per prima ha introdotto un corso obbligatorio di meditazione. Non si tratta di convertire i ragazzi al Buddhismo, bensì di promuovere tra gli studenti i benefici fisici e psicologici derivanti dalla pratica meditativa che, come illustrato precedentemente, sono ormai stati evidenziati da numerose ricerche scientifiche.

Anche in Italia dal 2005 la meditazione viene insegnata in alcune scuole pubbliche.

A Catania la professoressa Finocchiaro ha inserito presso l’Istituto comprensivo “Tremestieri etneo” il programma di meditazione ideato dalla fondazione di David Lynch.

La vicenda romana viene testimoniata dall’autrice del libro ”Il fiore del Silenzio, la meditazione per gli adolescenti, via all’autoconoscenza”. Sabina Micaglio  racconta l’esperienza dell’insegnamento della meditazione presso tre licei pubblici di Roma: T.Lucrezio Caro, Orazio e Aristofane. Il testo è unico nel suo genere perché corredato dalle testimonianze dei ragazzi cui è stato dato il corso.

I giovani scrivono e donano all’autrice spontaneamente le loro testimonianze perché stupiti dall’esperienza vissuta durante la pratica meditativa e dall’immediatezza di alcuni risultati pratici acquisiti: alcuni raccontano di miglioramenti scolastici sorprendenti, altri dei progressi nelle performances sportive, altri ancora parlano di una nuova capacità di gestione emozionale immediatamente verificata durante i momenti forti del percorso scolastico come interrogazioni e compiti in classe e se, come dagli studi scientifici più sopra esposti, la meditazione ha effetti reali sull’attività dei geni coinvolti nelle reazioni infiammatorie e nello stress, allora non ci si dovrebbe più stupire sui suoi effetti nella gestione dell’ansia e del panico così tipici negli ambienti scolastici.

La maggioranza dei ragazzi però offre testimonianze dal vivo di come la meditazione ha permesso loro di trovare un centro stabile di serenità dentro di sé, una bussola interiore che possa in futuro orientare scelte di studio, di lavoro e relazionali coerenti e soddisfacenti.

Insomma una pratica, quella meditativa, che pare riesca a rispondere in maniera appropriata alla forte domanda di senso di cui, soprattutto oggi nel nostro mondo sovrabbondante di stimoli, i giovani sentono il bisogno. In Italia l’enorme potenziale auto conoscitivo proprio di questa età, la domanda esistenziale (naturale per gli adolescenti) viene riconosciuta nel migliore dei casi, solo dalla religione e dall’insegnamento scolastico affidato a qualche buon professore nell’ora di religione o di letteratura; ma quando ciò non avviene “la società di consumo, gli spacciatori di droga e i mass-media s’incaricano di rispondere alle esigenze che in queste fasi della vita ogni essere umano sperimenta verso la scoperta del mondo interiore e il contatto con i mondi spirituali e trascendenti” come dice Mariano Ballester, fondatore del metodo meditativo di cui si parla nel libro.

Il testo è innovativo, non solo perché il tema della meditazione per gli adolescenti è quasi sconosciuto in Italia ma soprattutto, perché è la testimonianza di un altro modo possibile di vivere l’adolescenza, ascoltato dalla viva voce di una nuova… “meglio gioventù”.

 

 

 

 

 

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