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Sono un ragazzo normalissimo

Sono un ragazzo di 16 anni e voglio raccontarvi una delle esperienze provate durante il corso residenziale estivo di MPA (Meditazione Profonda e Autoconoscenza).
Comincio subito dicendo che il corso di MPA per ragazzi non è necessariamente un aiuto per persone più o meno problematiche o “strane”. Io sono un ragazzo normalissimo: ho amici, ho una fidanzata, vado in discoteca, ho sperimentato tutto ciò che un ragazzo a 16 anni dovrebbe sperimentare … non ho problemi familiari più gravi delle scazzate settimanali con i miei.
Tutti noi abbiamo forgiato dentro di noi un cassone d’oro, pieno dei “non puoi”, “non devi”, persino “non vuoi” che ci sono stati somministrati in quantità più o meno sostanziose dai nostri genitori. Dentro questo cassone d’oro inoltre ci sono tutte le nostre paure, i nostri blocchi, le nostre rabbie che abbiamo accumulato anno dopo anno. Il corso mi ha consentito di dare una piccola sbirciatina a cosa c’è là dentro per poi poterne vedere il fondo dove, meraviglia, ci siamo Noi.
Ebbene torniamo all’esperienza di cui voglio parlare.

Dopo una Meditazione più dinamica di altre, attraverso esercizi piuttosto impegnativi ho fatto fluire fuori dal mio corpo, attraverso la respirazione, energia “sporca” come fumo nero, attivando dall’altra parte un’energia limpida e nuova; quando poi ci hanno detto di levare le bende che ci impedivano di vedere, la luce del giorno mi ha invaso illuminandomi non solo gli occhi, ma anche l’anima.

Uscendo dalla stanza dove avevo sudato sette camice, istintivamente mi sono diretto verso la piscina e mi sono fermato sulle scale che portavano in acqua, con i piedi immersi e le braccia aperte come a raccogliere il Cielo. Io non sono un fanatico né vado in Chiesa la domenica, ma in quei momenti ho percepito la sensazione di essere completamente abbandonato e al sicuro nelle braccia di una Presenza Universale.

Dopo essere stato in quella contemplazione per non so quanto tempo, mi sono tuffato, sempre istintivamente, nell’ acqua più vivificante ed accogliente in cui mi sia mai immerso e sono stato in un’apnea non forzata, non so per quanto tempo… Nell’ immersione ho riprovato la sensazione di stare nella pancia di mia madre e l’acqua era diventata tiepida intorno a me.

Quando sono uscito al sole di Giugno ero calmo, ero lucido, ero felice.
Ringrazio al giorno d’oggi la mia insegnante di meditazione per avermi condotto in questa esperienza e molte altre… come ringrazio il mio gruppo in cui ho trovato, per quella settimana, una seconda famiglia.
Elia